Come migrare da HTTP a HTTPS: la nostra SEO checklist

/Come migrare da HTTP a HTTPS: la nostra SEO checklist

Come migrare da HTTP a HTTPS: la nostra SEO checklist

Hai un sito web e stai considerando se passare da HTTP a HTTPS? Effettuare la migrazione comporta dei benefici lato SEO e dei vantaggi per i tuoi utenti. Scopri tutti i dettagli su questo articolo di approfondimento che abbiamo studiato per i nostri lettori.

Effettuare il passaggio da HTTP a HTTPS, come vedremo, è un must per un sito web che vuole proteggere i dati dei propri utenti che lo navigano. Ma bisogna farlo bene se non vogliamo perdere il fondamentale posizionamento SEO.
In questo articolo vi suggeriamo le azioni necessarie da compiere per effettuare un passaggio corretto e“indolore” al nuovo protocollo di sicurezza, senza il rischio di perdere il proprio storico su Google.

Differenza tra HTTP e HTTPS

La sigla HTTP sta per Hyper Text Transfer Protocol (protocollo di trasferimento di un ipertesto). Si tratta di un protocollo di comunicazione che serve a trasmettere le informazioni sul web tra il server e il computer con cui noi ci colleghiamo. HTTPS (Hyper Text Transfer Protocol Secure) è, in pratica, la versione sicura dello stesso protocollo.

Perché HTTPS è più sicura?

La comunicazione HTTPS è più sicura perché avviene attraverso una connessione criptata, come il Secure Sockets Layer (SSL), che protegge le informazioni scambiate da eventuali intercettazioni e compromissioni. La garanzia sull’autenticazione del sito e sull’integrità dei dati trasmessi risulta, quindi, più alta.

Un sito web che utilizza il protocollo HTTPS si riconosce grazie a due caratteristiche:

  • il suo URL inizia con https:// 
  • ritroviamo un lucchetto verde a fianco dell’indirizzo, come nell’immagine di sotto.

Perché passare da HTTP ad HTTPS

Il protocollo HTTPS ha come scopo principale la salvaguardia e la criptazione dei dati che vengono trasferiti in rete.

Se gli utenti devono fornire le proprie credenziali di accesso, soprattutto nei pagamenti on-line, è fondamentale passare al nuovo protocollo per proteggere la loro privacy e i loro dati personali.

Possiamo, quindi, dire che per tutti i siti web dove è presente una qualsiasi raccolta dati (formulario di contatto, newsletter, ecc.) il passaggio dal protocollo HTTP ad HTTPS è di fatto necessario per garantire la sicurezza delle informazioni trasferite.

Riepiloghiamo di seguito i benefici del passaggio ad HTTPS:

  • autorevolezza del sito in cui si sta navigando;
  • crittografica dei dati scambiati;
  • salvaguardia dei dati che non possono essere danneggiati e/o modificati;
  • aumento della sicurezza dell’utente da possibili attacchi informatici;
  • miglioramento del posizionamento SEO;
  • aumento della fiducia da parte dell’utente nei confronti del sito stesso (come conseguenza della tutelata sicurezza);

Ricordiamo che non solo gli e-commerce (o i siti dove avvengono transazioni monetarie) hanno bisogno del protocollo HTTPS. Il certificato SSL per la tutela dei dati va installato anche sui siti che gestiscono semplici newsletter alle quali gli utenti sono invitati ad iscriversi.

L’HTTPS e il suo risvolto come fattore SEO

Già dal 2014 Google afferma che tutte le comunicazione dovrebbero essere sicure e criptate per proteggere i dati personali. in linea con questa prospettiva, dal 2017, ha deciso di imporre a tutti i siti l’adozione del protocollo cifrato https al posto del normale http, iniziando a preferire le pagine sicure rispetto a queste ultime.

Questa scelta ha reso il protocollo HTTPS un fattore di ranking, di appetibilità, per la SEO.

Passare dunque il proprio sito da HTTP a HTTPS, come raccomanda Google, costituisce una saggia decisione, specie se si è proprietari di un e-commerce. Questo non significa che il passaggio ci farà ottenere subito dei migliori risultati sui motori di ricerca, ma è una condizione la cui rilevanza, per gli utenti, aumenta nel tempo insieme al traffico, alle conversioni e dunque alle vendite.

Noi di DadoNet raccomandiamo il passaggio ad HTTPS per la conseguente rilevanza del fattore SEO.

Come effettuare il passaggio e la nostra checklist SEO HTTPS

Per passare da HTTP a HTTPS e allo stesso tempo salvaguardare il posizionamento del sito, bisogna seguire questa procedura:

  1. effettua un backup completo del tuo sito (Tutti i file e del database MySql);
  2. acquista un certificato SSL (il certificato è fornito da tutti gli hosting sia gratuitamente che a pagamento, basterà richiedere al vostro fornitore l’installazione del certificato sull’hosting in cui viene ospitato il sito e decidere eventualmente se acquistarlo);
  3. richiedi e/o installa il certificato SSL sull’account hosting del sito;
  4. aggiorna i link da HTTP a HTTPS e verifica che tutti funzionino correttamente;
  5. aggiorna i link sui template, sui plugin e su eventuali form in uso. Se usi Disqus per gestire i commenti sul sito, assicurati di aggiornare l’URL.
  6. imposta il Redirect 301 da HTTP a HTTPS. In questo modo, chiunque abbia messo tra i preferiti o linkato il tuo sito verrà automaticamente reindirizzato al giusto indirizzo. Questo ti eviterà di perdere il valore SEO guadagnato e di venire penalizzato se Google trovasse un Errore 404. Tecnicamente la regola dice al server che quando viene richiamata una risorsa dalla porta 80 (HTTP) deve rispondere con un redirect 301 (ovvero pagina spostata o eliminata DEFINITIVAMENTE) verso il corrispettivo indirizzo in HTTPS;
  7. verifica che i reindirizzamenti funzionino correttamente;
  8. effettua la scansione del sito con uno strumento come Screaming Frog (o Visual SEO) per accertarti di non aver dimenticato nessun link. Se il sito ha una buona rete di link interni, bisogna intervenire sul database del sito web e modificarli. Questa procedura è bene che sia eseguita da un tecnico professionista poiché un lavoro fatto male potrebbe creare dei problemi al sito: consigliamo di effettuare un backup del DB prima di intervenire;
  9. aggiorna i rel canonical (chi volesse approfondire i “rel canonical”, leggi questa pagina ufficiale di Google);
  10. aggiorna il file robots.txt e .htaccess, il file disavow (se li usi);
  11. se tutto funziona correttamente (sempre meglio usare Visual SEO e Screaming Frog. Sono due strumenti attraverso i quali si può scaricare l’intera struttura del sito e verificare se tutta la migrazione delle URL è andata a buon fine oppure se avete dimenticato qualcosa), effettua la migrazione sul sito live;
  12. aggiorna le impostazioni vista e proprietà su Google Analytics e controlla che Google Analytics raccolga correttamente dati per il nuovo URL;
  13. su Google Search Console (HTTP e HTTPS  sono trattati separatamente) dovrai creare una proprietà separata. Aggiungere tutte le proprietà ti permetterà di tenere monitorata la situazione nel caso in cui qualcosa non fosse andato per il verso giusto: molte volte ti aiuterà a individuare l’errore se presente e potrai correggerlo;
  14. reinvia la sitemap HTTPS del tuo sito e segnalala ai motori di ricerca per comunicare che hai migrato il sito da HTTP a HTTPS;
  15. abbiamo FINITO! Attenzione però alle risorse esterne al sito: aggiorna i link sugli account social, i widget di social sharing (il conteggio dovrebbe aggiornarsi automaticamente, ma non si sa mai), le pubblicità, le email ed eventuali strumenti di marketing che usi.
Autore: | 2018-06-06T18:14:30+00:00 giugno 1st, 2018|Blog, Guide e suggerimenti, News ed eventi|0 commenti
Affascinata dal mondo del Web e dello sviluppo dei Social Media Marketing, segue e cerca di approfondire le nuove tendenze. Segue con passione l'evoluzione di questo sito dedicato al mondo del web, che insieme ad altri collaboratori sviluppa con professionalità e dedizione.

Lascia un commento